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La puzza del Taleggio

brain-cells

Fino a pochi giorni fa, al posto dell’immagine c’era un filmato: l’hanno rimosso da Youtube. Mi chiedo se qualcuno avrà fatto a tempo a vederlo. Mi rispondo che è in fondo è irrilevante, e con questo sottraggo residuali connessioni alla rete neurale che consolida l’indulgere alla malinconia.
Dirò subito che spremendo il gradevole documentario non più gratuito, il succo potrebbe ridursi a venti minuti, ma comprendo che il valore di mercato sarebbe stato troppo basso e dunque… peccato però che qualche istituzione lungimirante non ne abbia acquistato i diritti per renderlo disponibile a tutti.
Il valore del film è nel modo semplice con cui comunica le scoperte delle nuove scienze che studiano la fisica e la chimica del cervello, i sentimenti, la controparte bioelettrica delle emozioni, la dimensione quantistica del pensiero. Non è poco: a chi leggi tutto…

Piccole cose sull’asse delle ascisse

chagall Accade a volte, che le piccole cose m’imprigionino con gli invisibili fili delle loro relazioni e mi facciano perdere la visione d’insieme.
Siamo esseri dall’umore fluttuante, obbligati dalla nostra stessa natura a percorrere incessantemente il tracciato sinusoidale della percezione. Le stesse piccole cose che prima ci hanno fatto gioire, adesso ci appaiono come gusci vuoti di conchiglie; la parte vitale ce la siamo gustata quando i desideri cavalcavano la semionda positiva del desiderio, e adesso, ai nostri piedi, giacciono le spoglie delle piccole cose con cui abbiamo nutrito l’anima; alcune le calpestiamo per la fretta di arrivare non si sa bene dove, altre, incapaci di sopportare la malinconia che c’ispirano a ogni sguardo, le rigettiamo in mare. 

Sotto l’asse delle ascisse, le piccole cose di ogni giorno svaniscono come fantasmi al primo raggio di luce. Siamo soli quando affondiamo nel blu profondo, nessuno può e vuole seguirci: è giusto, e così sia; viene però da chiedersi: “Ma perché mai dobbiamo permettere alle differenze di potenziale di prenderci a calci l’anima? Non dico che stabilirsi sulla luna sia un modo di stare sempre di sopra, ma alzare gli occhi al cielo ogni tanto? Siamo esseri consapevoli oltre che senzienti, leggi tutto…

L’origine trasposonica dei politici

DTI-sagittal-fibersPer quante volte l’istinto mi avverte di tenermi alla larga dai politici, altrettanto fa la ragione gridando al pregiudizio.
Quand’ero giovane mi piacevano queste liti in famiglia, tanto che a volte le preferivo al cinema; invecchiando, sani di mente s’intende, si comprende quanta energia sprechino i conflitti tra istinto e ragione: surreali quanto vi pare, ma non per questo inesistenti.
Una di queste contese, per esempio, quella che nasce quando conosci l’uomo oltre che il politico, ha trovato una ragionevole composizione per merito della scienza: quella che in apparenza è una degenerazione dell’essere umano, “il politico”, scopriamo con sollievo che ha origine genetica, dipende dai parassiti genetici chiamati trasposoni.
Leggendo un articolo sul sito lescienze.it, vengo a sapere che dal deporre uova siamo evoluti alla gestazione all’interno del corpo materno per l’intervento di leggi tutto…

Interfaccia, dietro le quinte del palcoscenico

Maurilio CatalanoAbbiamo un nome, un cognome, amicizie, relazioni sociali, professionali, affettive, una storia; siamo dotati di un sistema operativo che gestisce le comunicazioni tra le componenti biologiche e psichiche del nostro essere. Abbiamo (siamo?) un software che revisiona il passato, elabora il presente, immagina il futuro, che ci fornisce ad ogni istante la sintesi percettiva e razionale del nostro essere: l’Interfaccia.

Questa fantastica struttura della psiche, che a luci spente riflette l’immagine nascosta di noi stessi, quando si apre il sipario offre allo sguardo degli spettatori il nostro corpo, l’abito, la voce, i gesti, l’espressione del volto, come vorremmo essere visti dagli altri: immagine di noi stessi che raramente coincide con la realtà, anche quando la sala è vuota… leggi tutto…

Il Dio che non c’è

The-Holy-Bible[…] tutto il conflitto si svolge tra tre religioni del libro, religioni che vivono su un libro, e una volta ho osservato che i tentativi di conquista e di conversione sono sempre da parte delle religioni del libro. […] quindi una grande battaglia tra libri, anche se di mezzo ci sono dei morti…  (Umberto Eco) leggi tutto…

Solipsismo e brave persone


Good PeopleGiusto per capirsi, è riduttivo e semplicistico dividere l’umanità tra cattivi e buoni, perché tra questi apparenti opposti ci sono innumerevoli e variegate posizioni intermedie, situazioni contingenti nelle quali è difficile tracciare una netta linea di demarcazione tra gli uni e gli altri.
Nel nostro tempo, così generoso verso chi si dedica a pettinare i peli del culo al gatto, le generalizzazioni sono bollate di pressapochismo, superficialità: hanno ragione gli esegeti delle acconciature alla moda, ma solo quando l’intento è di sfruttare uno strumento di semplificazione per convincere i gatti a farsi pettinare. Generalizzare per mettere a confronto ciò che appare in opposizione, è a volte il modo più rapido per uscire dalla giungla dei distinguo che confondono la visione dell’insieme.

Le brave persone le riconosci subito: sono quelli che stanno attenti a non pestarti i piedi neanche per sbaglio e, se accidentalmente accade, non si vergognano di leggi tutto…

Coglioni col filtro

Pappagallo rosso (Luka2389, lug 2013)E se un giorno leggessimo che un pappagallo rosso ha dichiarato guerra a quelli verdi affermando che solo i pappagalli rossi sono figli di Dio?
Credo sorrideremmo, pensando a una delle tante bufale che scorrazzano nelle praterie dell’informazione; nessuno crederebbe a una storia del genere: gli animali non hanno tempo da perdere, impegnati come sono a sopravvivere.
Se invece fosse un essere umano a dichiararsi portavoce di Dio, magari affermando che il Padreterno ha i capelli rossi e quindi solo i Rossi sono il Popolo Eletto?
In questo caso, direi che “il portavoce” è un folle o un fradicio; lui e la sua schiera di avidi e  malvagi cortigiani: gli Isti per convenienza. Diverso giudizio riserverei agli Ani per necessità: molli e inconsapevoli terga, proni a qualsiasi Verbo capace di offrire un surrogato di senso al nulla.
Non ho nulla contro le religione in sé; grazie a dio è da tempo che me ne solo liberato, e la dimostrazione di quanto il Verbo sia diventato trasparente è che mi sforzo di essere benevolo verso gli Ani: brava gente per la maggiore, persone col solo torto di non sopportare l’idea che il cielo gli possa cadere sulla testa. Se Dio ha i capelli rossi, che altro possono fare i poveri Ani se non correre subito da un Ista a farsi tingersi i capelli?
Per chiarire il concetto a chi è delicato di stomaco e non digerisce le metafore, quello che viene impropriamente chiamato razzismo…religioso, culturale o etnico che sia, è una caratteristica congenita della specie umana: il diverso come leggi tutto…

Il primato del conoscere sulla conoscenza

 Il mondo sottosopra di Marc ChagallCaro Alfonso,
come promesso ti rispondo sul blog, perché ciò che hai scritto solleva un problema d’interesse comune.

… Considerata la relatività di ogni conoscenza, in primis quella temporale, impegnarsi per cercare di capire, conoscere, piuttosto che sputtanarsi le giornate in una sala scommesse non fa differenza: entrambe le scelte si equivalgono nell’incapacità di riempire il vuoto scavato nell’anima dalla consapevolezza di sé. É così, caro il mio bischerello all’ormeggio; sai bene anche tu quanto sia vano andar per caverne in cerca del senso dell’esistenza; dal ché, tutta la conoscenza che puoi accumulare in vita vale quanto una barzelletta scritta sulla carta igienica”.

Ineccepibile il tuo assunto; carina anche la metafora, che lascia intravedere il destino scatologico della conoscenza; e ché altro dire: sei un filosofo con tanto di laurea, mica uno come me che ha letto qualche libro.
Peccato tu abbia ridotto il viaggio alla strada percorsa, il conoscere alla conoscenza. Se avessi leggi tutto…

La magia del Natale

La magia del NataleChi crede nel Natale comincia a percepirla molti giorni prima; anche buona parte degli insofferenti al calendario subisce di buon grado l’atmosfera natalizia; non fosse altro che per i ricordi dell’infanzia, della notte di Natale, quando anche l’aria profumava di pace e armonia.
Altri il Natale proprio non lo sopportano, aborrono l’ipocrisia di chi vorrebbe tutti felici e contenti, quando tre quarti di umanità soffre e fa la fame. Non ho mai fatto mistero di sentirmi solidale con questi ultimi.
Eppure…

Che lo si ami o lo si detesti, non si può negare che il Natale eserciti una sorta di magia sulle menti e sui sentimenti di tutti noi. Perché? Dipende solo dall’imprinting culturale?
Certe domande agiscono su di me come i suoni di un piffero magico: devo sintonizzare i neuroni sulla musichetta e andare in cerca di risposte, fino a quando riuscirò a liberarmi leggi tutto…

Dove nascono gli Dei?

intorno al fuoco… Di notte, invece, intorno al fuoco, le tensioni e le preoccupazioni quotidiane lasciano il posto ai racconti, come la rievocazione di aneddoti e avventure vissute nella giornata o in epoche precedenti, e che coinvolgono anche persone non presenti, oppure ai canti e alle danze, spesso a sfondo religioso, rafforzando la memoria collettiva, il senso di appartenenza al gruppo e la condivisione dei valori culturali. lescienze.it

Immaginare dove nascano gli Dei è una delle domande che inserirei nei test per la valutazione dell’Intelligenza Acuta, che poco ha in comune con il quoziente d’intelligenza noto con l’acronimo di QI, risultato delle masturbazioni statistiche e psicologiche assemblate ad arte per prevedere i risultati accademici, le performance professionali e anche leggi tutto…

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